Finance Active sul debito degli enti locali
Le condizioni di prestito sono state interrotte da un rapido e forte aumento dei tassi di interesse.

Finance Active, leader nelle soluzioni di gestione del debito per il settore pubblico, ha pubblicato giovedì 23 marzo 2023 il suo annuale Osservatorio sul debito degli enti locali. Come pubblicazione di riferimento per i mutuatari pubblici, l'Osservatorio è costruito al 31 dicembre 2022, sulla base di l'analisi dei dati di quasi 1.200 Enti Locali, che rappresentano il 42% del debito delle Pubbliche Amministrazioni Locali.
Dopo un incremento significativo nel 2021, pari a oltre il 15% rispetto all’anno precedente, nel 2022 la raccolta è diminuita del 19%, attestandosi a 9,4 miliardi di euro (rispetto agli 11,6 miliardi di euro dell’anno precedente). Tale riduzione dei volumi sottoscritti avviene in un contesto di rapido e repentino aumento dei tassi di interesse e di offerta bancaria limitata.
Il tasso di interesse per i nuovi finanziamenti è salito al 2,12% nel 2022 con una durata media leggermente ridotta a 19,3 anni
Il tasso di interesse a cui gli enti locali hanno contratto prestiti lo scorso anno è stato in media del 2,07%, segnando un aumento di 145 punti base (1,45%) rispetto al 2021 (0,62%). Nel 2022, la durata media dei prestiti per i nuovi finanziamenti rimane stabile a 18 anni, in continuità con il 2021. Tali durate sono più concentrate poiché quasi il 65% del volume è stato contratto per scadenze comprese tra 15 e 25 anni, rispetto al 56% del 2021. Nel 2022 i mutuatari hanno rinnovato la loro preferenza per i contratti a tasso fisso, che rappresentano il 73% dei nuovi flussi, ma hanno optato maggiormente per prestiti variabili (27% rispetto a meno del 17% dell'anno scorso), principalmente a causa di vincoli legati al tasso di usura durante tutto l'anno.
La quota di finanziamenti bancari nei nuovi flussi continua a progredire (58,3%), con l’utilizzo delle obbligazioni che perde slancio
Il finanziamento obbligazionario, al 33%, rappresenta una quota inferiore rispetto all'anno precedente, poiché il finanziamento bancario aumenta nel 2022 per raggiungere il 56,5% (un aumento di 8,7 punti). Per quanto riguarda le banche, il gruppo La Banque Postale/SFIL mantiene la sua posizione di banca leader con una quota di mercato del 31,1%, mentre Groupe Crédit Mutuel/Arkéa fa una forte ascesa alla seconda posizione con il 22,8% di nuovi finanziamenti (rispetto a solo il 10,4% nel periodo precedente), davanti a Groupe BPCE, che si classifica al terzo posto nel 2022 con il 22% dei crediti bancari contratti nel 2022.
Saldo residuo al 31 dicembre 2022: fine di 10 anni consecutivi di diminuzione del tasso medio di saldo del debito
Dal 3,29% del 2011 all'1,72% del 2021, il tasso medio del debito degli enti locali inverte la tendenza, attestandosi al 2,01% al 31 dicembre 2022, con una vita media residua di 14,1 anni (rispetto ai 14,2 anni di fine 2021). "Questo aumento è dovuto all'aumento del costo dei nuovi finanziamenti, ma anche all'aumento dei tassi di interesse indicizzati all'Euribor e al Livret A per i prestiti che costituiscono lo stock di debito a tasso variabile degli enti locali," sottolinea Olivier Bertrand, Senior Manager Consultant del settore pubblico locale.
La quota di debito a tasso fisso sul debito complessivo in essere continua a crescere, raggiungendo il 75,6%. Un aumento graduale in parte spiegato dal contesto di tassi di interesse molto bassi prima del 2022, che incoraggia fortemente i mutuatari ad assicurarsi condizioni di tasso fisso particolarmente interessanti.
Informazioni su Finance Active
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Contatto chiave

Baptiste Coquelin
Responsabile marketing, settore pubblico

Olivier Bertrand
Consulente Senior Manager
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